perché non esiste un cuoco che cucina come battisti faceva musica? con una mano/voce che riconosci subito e che raggiunge le note giuste ma niente più. e però con idee, pensieri, tensioni, emozioni, con la vita dentro... di ritorno da un grande ristorante del quale non aggiungo altro altrimenti dovrei argomentare (16/20, 2 stelle) e per altro ottimissimo, una riflessione buttata lì tra i vapori...
sabato 24 maggio 2008
venerdì 23 maggio 2008
tutti a frosolone
giovedì 22 maggio 2008
prima che sia tardi...
Cari consumati, le recensioni sono diventate "rece", che solo dall'onomatopea fanno venir più nausea che voglia di mettersi a tavola.
L'espressione più ricorrente è il "ma anche" veltroniano. Piatti tipici, ma anche innovativi. Cucina tradizionale, ma anche rivisitata. Algida, ma anche di gusto. In un locale informale ma anche formale. Per viaggiatori, ma anche per stanziali...
E' il webbellezza! Ma la cosa buffa è che nel copiaticcio generale certi cuochi s'ispirano... Così quel tocco di persillade che fa tanto alberghiero diventa spunto letterario per la terrina di... con "prezzemolata di nocciole".
La forza di gravità lascia il posto a pura poesia: "Zuppa di moscardini alla Siciliana su spuma calda di polenta". Ma come farà una spuma a stare sotto una zuppa? Che lesbiche!
Dalle metafore orgiastiche si passa alla fanta architettura: "Fiume di risotto con ponte di formaggio". Poi a quelle medico militari: le rivisitazioni. Poi ci sono le metafore politico musicali: le arie! Per non parlare delle "variazioni" (anche se in questo caso di gagnairiana memoria). Poi quelle cosmetiche: le già citate spume. Quelle scolastiche di cui padre sciagurato è un cocktail: il Negroni come il compito in classe: "sbagliato"... Appunto...
Aggiungete le vostre e scusate lo sfogo.
mercoledì 21 maggio 2008
tokyo dreaming
martedì 20 maggio 2008
bistecca alla fiorentina
quella a forma di T, con l'osso, alta quattro dita... ieri leonardo romanelli ha scritto sul suo blog quintoquarto la sua mappa della bistecca alla fiorentina. amico e maestro, il romanelli ha inserito anche indirizzi della tradizione popolare, che vanno conosciuti, ma dei quali a livello di bontà secondo me si può fare a meno.
un esempio su tutti? il sostanza detto il troia, di via del porcellana a firenze. un posto dove la bistecca te la portano col limone, il che la dice tutta... sembra per turisti, insomma. a questo proposito ricordo una volta di aver fotografato (domani se la ritrovo in archivio la posto) un oste di via gioberti con una costata cruda attaccata al gancio d'acciaio da macellaio davanti a due clienti/turisti. l'aveva tirata fuori dal frigo per spiegare loro che doveva tagliarla alta e che quindi non dovevano essere imbufaliti (com'erano) per il prezzo!
ecco, il prezzo, altra vexata quaestio della bistecca. che viene servita all'etto (ormai oltre i 4 euro). così non sai mai quanto spendi davvero (anche se con un po' d'occhio il peso della bistecca s'indovina subito). esempio tipico di questo è il latini, altro nome storico di firenze. il latini tiene il blocchetto delle ricevute in mano, si mette appoggiato sui gomiti al bancone, dondola la penna poco sopra il foglio mentre ti guarda e mentre tenta di capire quanto sei un tirànculo o un pigliànculo come dice un mio amico (ex) biscazziere... poi ti fa il conto.
il latini per me resta cmq l'indirizzo migliore per la bistecca a firenze. ma il mio consiglio è andarci alle 22, quando i turisti sono già al cappuccino (eh sì, è il loro dopocena), fare capolino nella cantina dove inaspettatamente sono presenti anche Petrus, Margaux, Borgogna... (oggetto anche di una clamorosa effrazione l'anno scorso) e ordinare solo la bistecca. così il latini avrà poco da fantasticare sul conto e voi molto da fantasticare su vino e bistecca.
lunedì 19 maggio 2008
un vino è per sempre
giovedì 15 maggio 2008
rock e lento a tavola
in questi giorni sono un po' incasinato, ma durante le mie ultime esperienze stanche gastonomicamente mi sono abbandonato a qualche sintetica e molleggiata riflessione.
aggiungete pure le vostre, e criticate (con garbo) le mie.
il bistrò è rock, il tristellato è lento.
il bancone è rock, il servizio ai tavoli è lento.
la lavagna dei vini è rock, la carta in cuoio è lenta.
prenotare da bartolini è rock, da pierangelini è lento.
il sangiovese è rock, il taglio bordolese è lento.
il blog è rock, il mensile di marchette è lento.
il risotto è rock, il pacchero è lento.
il gelato è rock, il cheesecake è lento.
il montecucco è rock, il brunello è lento.
l'acidità è rock, la dolcezza è lenta.
autoctono è rock, biologico è lento.
il panino al prosciutto è rock, l'hamburger è lento.
il manifesto di marchesi è rock, quello di alajmo è lento.
bere franciacorta è rock, selosse è lento.
il menu del giorno è rock, il degustazione è lento.
il maiale è rock, il filetto di manzo è lento.
il dentice è rock, il tonno è lento.
l'ostrica è rock, la cappasanta è lenta.
l'oste è rock, lo chef patron è lento.
il cristallo è rock, il finto riedel è lento.
il cameriere discreto è rock, lo scemo "tutto bene?" è lento.
chi mangia è rock, chi scatta foto ai piatti è lento.
continua...
mercoledì 14 maggio 2008
+ confermato il disciplinare del brunello +
Confermato il disciplinare del Brunello di Montalcino: 100% sangiovese era e 100% sangiovese resta. Almeno fino a nuovo ordine, che potrebbe anche arrivare dalle proposte dei soci produttori il prossimo 30 maggio in una nuova assemblea.
Era quello che credo tutti noi che amiamo il Brunello ci aspettavamo dalla riunione in corso fino a poche ore fa. Consapevoli che lo scandalo di Montalcino non riguarda vini dannosi per la salute. Consapevoli che i vitigni internazionali possono essere più che migliorativi in molti - ahinoi - casi di sangiovese cialtrone. E consapevoli che bisogna anche sapersi rinnovare, non sembrava comunque certo una vicenda come l'indagine della Procura di Siena (6 aziende e 93 indagati) la più adatta a innescare cambiamenti di disciplinare.
Ora resta da sciogliere che il nodo Usa, pronti a sospendere le importazioni senza garanzie ufficiali. Il consorzio ilcinese ci sta già lavorando.
martedì 13 maggio 2008
tramontana e maestrale...
Oggi ero a pranzo nell'alta valle del Tevere. Ho assaggiato un prosciutto di maiale con un colore bello selvatico, rosso scuro, quasi fegato, con una parte grassa bianca e spessa, profumato, nocciolato, ma salato come sono soliti da queste parti, più che alla toscana. E' stagionato oltre 30 mesi, costa il 30% in più di un buon prosciutto tradizionale, conserva il piedino alla maniera del San Daniele e dell'Iberico ma lo producono a Pieve Santo Stefano, alle pendici del passo dello Spino e del santuario della Verna.
lunedì 12 maggio 2008
Pecore nere
La ristorazione fa passi da gigante. Una volta per essere abbastanza ambigui certi maitre ti dicevano: "Gradisce un frizzantino?". Gradisce? Che significa: me lo offri? o me lo fai pagare? Oggi, dicevo, questa ristorazione si è raffinata. Non chiede nemmeno. Versa e basta. Sarà sicuremente gratis, allora. E' nel coperto. A 4 euro. Le vecchie ottomilalire.
Cominciava così l'esperienza alla Barca di Forte dei Marmi, qualche giorno fa. Uno di questi locali sul lungomare, grandi, coi camerieri col fiocchettino, con l'acqua del rubinetto a 2 euro in una caraffa opaca da cui non berresti nemmeno se ci fosse dentro uno Chateau Margaux del '45 (no questo non è vero!), con il carrello del pesce che certe volte non capisci perché lo lasciano in vista. Datato... 1906, lo consigliava una vigilessa. Già mi sembrava raro aver trovato una vigilessa carina, poi gentile, figuriamoci anche esperta di ristoranti. Infatti...
Ma c'è un altro locale che vorrei segnalare. La Pecora Nera a Lucca, in piazza San Francesco. A parte l'affinità con il nome, qui si spendono 20 euro a testa. Ma si chiama così per un altro motivo. Il locale è gestito da ragazzi disabili. I piatti infatti si ordinano come alla battaglia navale A2, B3 ecc... scritti accanto alla ricetta per non far sbagliare i ragazzi. E si mangiano il fritto toscano, il baccalà, le paste fresche.
Lo segnalo anche per i colleghi che andranno all'Anteprima vini della Costa toscana dell'Associazione grandi cru il 24 maggio che tra l'altro quest'anno è aperta anche al pubblico.
