lunedì 6 luglio 2009

Le Animelle-Guida (del Pellicano)

PORTO ERCOLE - Sedersi in una terrazza affacciata sul mare, sulla terra dell'ex Stato dei Presidi passato sotto 300 anni e quattro dominazioni diverse, aspettarsi il pesce, eccelso, e ritrovare il sapore di una Francia che ti ha appassionato alla grande gastronomia europea.

Del Pellicano di Porto Ercole 0564.858111 e dello chef Antonio Guida ho già parlato pochi post fa, ma queste animelle sode, carnose, quelle sopra il cuore più grandi di quelle alla base del collo del vitello che spariscono col crescere dell'animale, sono state tra le migliori mai assaggiate, ris de veau comprese.

E le erbe aromatiche in cucina ancora altrove troppo ignorate: la dolcezza della Stevia rebaudiana, la balsamicità dell'issopo, la salicornia detta anche asparago di mare e nota per le sue proprietà antiscorbutiche (non si sa mai la compagnia...), ma anche la freschezza della cedrina o l'eleganza della salvia all'ananas e la rusticità di tarassaco e borragine usate anticamente anche per la farcia dei ravioli.

E a proposito di ravioli, guardate la ricercatezza di questi fagottini con ogni lato realizzato con una pasta diversa (al nero, all'uovo, al pomodoro, e di spinaci), ripieni di crostacei e col loro fondo. Una porzione (dal menu degustazione) piccola, dirà qualcuno visti i prezzi del Pellicano, ma un grande piatto.

mercoledì 1 luglio 2009

I Portici di Bologna


BOLOGNA - Esistono due bologne, la grassa e la dotta, com'e' noto. Quella delle nonne e dei tortellini, bonta' loro, e quella che ha rispolverato un teatro liberty in un'ex polverosa Enel.

Via Indipendenza, ristorante I Portici (05142185). Guido Haverkock non fa più una cucina alla Heinz Beck (la grassa) suo maestro, ma ha una levita' mediterranea propria (dotta).

Tante erbe aromatiche fresche a impreziosire la materia prima cruda(gambero rosso), o nelle tagliatelle ombrina affumicata e finferli.

Con Matteo Trolese in sala per lo Champagne e per una presenza sartoriale al tavolo: di coppia affiatata o gourmet curioso che sia. C'e' il posto per l'auto, l'hotel minimal, il bar e qualche sera la cena con cabaret nel teatro... Consumazione dotta.

martedì 30 giugno 2009

Un Tradizionale (di Reggio) a NYC

NEW YORK - La vera giovane imprenditoria italiana di lavoro, passione e intelligenza, ci piace come Andrea dell'Acetaia San Giacomo...

"Cari amici, questa newsletter vi giunge da oltre Oceano, New York per l'esattezza. Sono in viaggio per una decina di giorni tra il Canada e gli Stati Uniti, accompagnato dalla solita valigia Balsamico-dotata per vedere di spiegare per bene agli amici americani che esiste anche un Balsamico diverso rispetto a quello che si può trovare in taniche da 5 litri o più.

Ogni volta mi stupisco di come stiano cambiando in modo repentino la loro cucina così come la loro visione sia sempre più aperta e propositiva.

Ps: informazione bonus per i feticisti delle novità impossibili. Ho trovato nella cucina di un bel ristorante qui negli States, la "polvere di Balsamico"… presto posterò qualche foto sul blog. Comunque per farmi riprendere hanno dovuto mettermi in camera iperbarica :-) ". Firmato Andrea Bez

martedì 23 giugno 2009

La Cena dei Palati


Ecco la foto dei palati di manzo! Li avevate mai visti? Dopo l'sms: "Sono riuscito ad avere finalmente il palato di fassona piemontese..." anche la foto di Marco Stabile che ha mantenuto la promessa fatta lo scorso 17 dicembre su questo blog: "senz'altro te li procuro volentieri con La granda (e di ottima qualità)".

Si riferiva ai palais de boeuf, i palati di manzo di cui scrive nel suo libro Grimod de la Reynière, un'antica ricetta, anzi, una meta ricetta. L'idea nasceva dalla curiosità di assaggiare un sapore nuove, un taglio mai provato prima.

Un'occasione come un'altra per ritrovarsi tra buongustai. La data non è ancora stata stabilita a causa degli impegni dello chef (e dello scrivente), ma presto organizzeremo la "cena dei palati", fuori e dentro il piatto. Compatibilmente coi numeri, se qualche lettore fosse interessato può lasciare un suo riferimento nei commenti o via email.

domenica 21 giugno 2009

Armagnac della Contestazione

Todi - Pensare che nel 1968 di Parigi ci fosse chi produceva il contro rivoluzionario Armagnac nero mi ha incuriosito.

Mou, violetta, arancia candita, tabacco da pipa, e un nugolo di moscerini a tavola, a meta' bevuta. Più sapido della contessina che sventolava la bandiera della contestazione, anche se meno impegnato.

A me scalda più il cuore, col senno di oggi, il distillato del barone di Saint-Pastou a Chateau Castex, di quei giovani nelle piazze.

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sabato 20 giugno 2009

Il Vinsanto che sa di Sedano Pratese

Todi - Reunion guidarola stasera a Roccafiore, resort sulle colline che separano la Valtiberina dalla Valle Umbra, per qualche riassaggio tosco umbro.

Non posso fare anticipazioni, ma dopo 12 vini tra bianchi, chianti e un ottimo sagrantino, e' uscito un vinsanto che sapeva di sedano alla pratese! (non era di Carmignano).

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giovedì 18 giugno 2009

Il Vitello tonnato del Jasper

PERUGIA - E' un altro grande piatto il vitello tonnato di Stefano Ciavatti del Jasper, il ristorante di via Fiesole (una traversa di via Settevalli), a Perugia. Sarà stata la visita di Marchesi la settimana scorsa, sembra un vera ricetta di elegante sintesi marchesiana.
Si tratta di una noce di vitello aperta a tasca, farcita con un filetto di tonno crudo, chiusa, cotta come un roast-beef per pochissimo tempo, raffreddata nell'abbattitore e poi servita a fette sottili, ispirata alla cucina tradizione delle galantine, terrine, della cima alla genovese. Accanto, una salsa con i sughi della cottura della carne, capperi ed extravergine tout court. Una disarmante semplicità e un altrettanto emozionante gusto di vitello e di tonno che restano pressoché crudi.
Un antipasto d'inverno, un secondo in estate, un panino sempre e un piatto quasi da brevettare. Anzi, se qualcuno lo copia, per favore, citi la fonte. Consumazione obbligatoria.

martedì 16 giugno 2009

Macomà Ristorante a Perugia

Perugia - Lungo la strada delle ville sul colle della Trinità, un'osteria circondata da vetrate, con un lavabo in pietra all'ingresso, qualche doratura e arazzetti in stile etnico, poltrone in pelle, apparecchiatura tra il bistrot e il ristorante classico. Si chiama Macomà (0755181053) "la voglia di stare insieme".

Si mangia a una media di 10 euro a portata e si sceglie da un menu scritto a mano: prosciutto croccante; strozzapreti pachini (sic!), guanciale e finocchio selvatico; filetto di maiale, tagliata, omlette tra i secondi, qualche piatto "al tartufo".


Nuovo locale sulle colline, dal nome acronimo dei soci (non vernacolo perugino di "ma come è?") comodo per parcheggiare, agevole nella spesa e piacevole a parte le poltrone color crema solare, gestito da una signora elegante che oltre alla semplicità della "voglia di stare insieme" come da slogan potrebbe infondervi anche più del suo stile.

Soprattutto alla cucina che fa uscire degli strozzapreti con una salsa più che tirata, tirata via e un prosciutto più gommoso che "croccante". In compenso i vini costano poco, sono soprattutto autoctoni e l'Eburneo di Moreno Peccia 2008 si conferma di vibrante sapidità. Consumazione funzionale.

lunedì 15 giugno 2009

Le vigne di Sant'Appiano

Barberino Val d'Elsa - Prendete una cartina della Toscana. Segnate a matita il centro. Siete a Barberino Val d'Elsa dove non si sono ancora inventati una storia tipo quella del "birillo bianco" a Foligno-lu centru de lu munnu, ma rappresentano pur sempre il cuore del vino toscano.

Qui svettano alcune tra le più famose vigne (e cantine) della regione. Poi ce n'è una piccola, artigianale, schietta, proprietà da tre generazioni di un accademico della cucina, Stefano Cappelli, di mestiere commercialista (il mio, per chi pensasse di gridare alla marketta).
E' Sant'Appiano, una delle più antiche fattorie del Chianti, vicino alla chiesa romanica omonima (IX secolo), caratterizzata da una produzione (della quale non parlerò) incentrata sui vini da vitigni autoctoni col sangiovese in purezza nel Chianti superiore, col colorino nel Monteloro, e vecchia maniera con trebbiano, malvasia e canaiolo nel Cipressaia.

venerdì 12 giugno 2009

La triglia vegetale del Pellicano

ARGENTARIO - Non una triglia transgenica, né un fotomontaggio, ma solo la cultura e la semplicità con le quali lo chef del Pellicano di Porto Ercole all'Argentario, Antonio Guida, ha costruito un grande piatto.

Triglia e fiore di zucca con erbe aromatiche. Quelle del suo ormai celebre orto dietro al resort. Un piatto che si potrebbe chiamare triglia vegetale, un piatto sirena che comincia col pesce e finisce nel fiore.

Un difficile accostamento di due sapori secchi, con la triglia perfettamente pulita e quasi cruda. Ci si aspetterebbe quelle lischette pungenti o quella ruvidità del fiore e invece il palato è un velluto blu, marino e terragno. Immaginate il lavoro per far aderire l'uno all'altro ingrediente da farli sembrare una cosa sola.

Antonio Guida, allievo di Pierre Gagnaire, è una persona delicata prima che uno chef di tecnica eccelsa. Così oltre a non perdersi in una cucina "fredda" ha creato un piatto d'artista, alla Marchesi, con la semplicità dei grandi. Consumazione ed emozione

giovedì 11 giugno 2009

Barra al centro per la Guida del Gambero

ROMA - Clara Barra è la nuova curatrice della Guida ai ristoranti del Gambero Rosso con il notaio gourmet Giancarlo Perrotta. La bella e brava giornalista guidaiola, come l'ha definita Luciano Pignataro e come lei stessa si definisce, sostituisce da oggi il giovane Marco Bolasco.


Una decisione figlia dello spoil system. Non tanto per la nomina della Barra quanto per la dipartita di Bolasco, pupillo dell'ex grande capo della holding Bonilli. Ieri, Bolasco, aveva così motivato il suo abbandono.

"Non posso fare altrimenti, non condivido le scelte editoriali e organizzative della nuova proprietà. Non ritrovo più il progetto culturale del Gambero Rosso che avevo sposato alcuni anni fa e in cui avevo creduto".

venerdì 5 giugno 2009

I Nas da Bottura, Striscia Smentita

Modena - I Nas ieri mattina sono stati anche da Massimo Bottura. E' lui stesso a confermarlo al telefono. "Sono venuti qui ieri mattina e ci sono stati quattro ore. Hanno acquisito i menu, presenti e passati. Ma non hanno sequestrato nulla".

Non solo... "Agar agar e lecitina di soia hanno confermato non trattarsi di additivi chimici. Ma dirò di più, mi hanno lasciato un verbale nel quale certificano il mio utilizzo di prodotti del territorio". E' uno scherzo? "No no, nero su bianco".

Striscia incassa le indagini dei Nas sulla cucina molecolare in tutta la penisola, ma sul suo principale accusato, Massimo Bottura, arriva dagli stessi militari dell'Arma una smentita ufficiale. Dopo le chiacchiere, i documenti danno ragione alla critica gastronomica.

I Nas sulla Cucina Molecolare

Roma - Leggo adesso un'Ansa di stamattina... "I Carabinieri dei NAS hanno sequestrato e sottratto al consumo oltre 600 confezioni di additivi e prodotti similari destinati all’impiego come ingredienti in preparazioni alimentari nell’ambito della cosiddetta «cucina molecolare» o «cucina chimica».

Le attività ispettive, che proseguono in tutto il territorio nazionale, hanno riguardato 15 diverse tipologie di questi prodotti di provenienza estera, evidenziando irregolarità amministrative in materia di etichettatura e di indicazioni obbligatorie di legge previste per gli additivi destinati all’alimentazione umana.

L’intervento dei Carabinieri è stato esteso, per il momento, su 98 tra ristoranti, alberghi e distributori di tali prodotti".

giovedì 4 giugno 2009

Marchesi a Perugia, cena al Jasper

Perugia - Il grande vecchio della cucina italiana, il sior Marchesi come lo chiamano i suoi ex allievi strascicando un po' la g alla lombarda, il maestro pas simplement che è molto più di professore.

Sorridente, elegante sia con, sia senza casacca bianca e pantaloni sale-e-pepe, si è presentato venerdì scorso a Perugia per la presentazione del libro: Il bello è il buono, Mangiarte di Angelo Spettacoli e l'inaugurazione dell'installazione Architettura della fame e della sete alla galleria Armoyarte (corso Vannucci, 10) di Carla Berioli.


Poi, cena al ristorante Jasper del Beauty Palace, in via Fiesole 075.5056952 (traversa di via Settevalli). Perché Stefano Ciavatti è un suo ex allievo, perché i ragazzi della brigata hanno lavorato con Camerucci, ma anche perché il Jasper è uno dei locali più raffinati di Perugia come su questo blog si è umilmente cercato di trasmettere. E la presenza amichevole e sorridente del sior Marchesi, piaccia o no, lo ha sottolineato.

mercoledì 3 giugno 2009

Un Ristorante Un Piatto

Pavia - Lo stop di una settimana del blog oltre che a un accavallarsi di impegni e' dovuto a qualche ripensamento della cronaca gastronomica mia e di altri.

Dalla pochezza di Fornelli polemici di Striscia la Notizia a un più intelligente dibattito su Dissapore, emergono tra le tante due considerazioni.

La prima e' che la critica dei ristoranti si interroga e si mette in discussione quindi come tale dimostra apertura e onesta' intellettuale. La seconda e' che cmq la distanza tra critica e pubblico e' elevata, l'autoreferenzialita' in agguato.

Nessuno, esempio, ordina più un menu intero al ristorante. Da oggi, quindi, prenderemo per lo più come riferimento un singolo piatto per ogni ristorante.

Nella foto il risotto allo zafferano che Enrico Bartolini ha fatto ripetere decine di volte alla sua brigata del Bistrot Bartolini, finche' non e' venuto come diceva lui.

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martedì 26 maggio 2009

Maremma Che Ricette

Non è alla Maremma propriamente detta che sto pensando, ma a quella dantesca da Cecina (Li) a Corneto (Vt) che il poeta della Commedia pure paragonò all'Inferno per l'asprezza. Una terra non più così incontaminata come si ripete pigramente, ma come mi ha scritto un produttore di vino: "Un orto in fase di zappatura". Cosa seminare dunque?

Nell'ultimo anno ho girato parecchio tra rucole, tartare, tagliate, baccalà, piccioni, foie gras, crème brulée, qualche acquacotta e tanto cinghiale congelato di chissà dove. Deluse le aspettative di una cucina di territorio non solo e non tanto per le materie prime, quanto per le ricette sia pure riadattate, alleggerite, o rivisitate come si abusa dire. Qualche esempio?

I Carducci rifatti, cioè i bottoni del carciofo rimasti interrati, dal nome dell'altro poeta che era un gran bevitore di pònci. La scottiglia, un ragù di carni bianche sempre più evanescente e sempre meno ricco di bestiole a parte sull'Amiata. La frittata coi vitalbini, le punte delle vitalbe che germogliano proprio di maggio.

E se è vero che a Sorana ho trovato il buglione (da bouillon) di agnello, cotto con molto sugo, anche alla cooperativa dei pescatori di Orbetello a parte anguilla e bottarga mi sono ritrovato il branzino. Cercavo piuttosto il caldaro dell'Argentario, il cacciucco, il brodetto, la bouillabasse o la zarzuela dei grossetani, con polpi, seppie, murene, scorfani, spezie e aromi...

O un altro piatto figlio delle influenze spagnole come lo scaveccio, una sorta di anguilla in carpione che ricorda l'escabeche o scapece meridionale, o scabeccio ligure (da es cabeza, testa). E le lumacate cantate da Cardarelli perché con le corna si mangiavano torti e offese? O le rane del padule dell'isola Clodia? Spunti e notizie che si ritrovano golosamente anche nella Cucina maremmana di Aldo Santini.

Pizzeria Malafemmena


PERUGIA - Il cartello del pizzaiolo di Malafemmena, la pizzeria di stasera alla periferia di Perugia. Solo birra chiara e rossa, una specie di presepe di Napoli, panni stesi posticci, ma una buona vera pizza.

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domenica 24 maggio 2009

Nelle Cucine di Villa Corsini



SAN CASCIANO (FIRENZE) - Giro di chiacchiere con qualche produttore oggi nonostante il caldo delle colline fiorentine alle Corti del Vino, la manifestazione organizzata come ogni anno dal principe Duccio Corsini. Sono arrivato in tarda mattinata e quindi non in tempo per la colazione ufficiale nella corte della villa. Però...

A cucinare c'era Beatrice, chef del San Jacopo che l'anno prima ricevette i complimenti ufficiali dalla moglie di un noto politico per un risotto "meglio di quello di ieri sera" (che era di Pierangelini!) e con lei Francesca Bordonaro oggi al Baldo Vino a Pistoia. Francesca e la sorella Chiara erano gli onori di casa a Villa Vannini, di cui ho già parlato.

E' grazie a loro che, tanto quatto quanto sgamato, sono scivolato nelle enormi cucine di Villa Corsini dove oltre a una temperatura di cantina, oltre a un camino in pietra serena grande come un monolocale, un lavello di marmo a una piazza e mezzo e una dispensa a tutta parete, ho recuperato il menu.

In un vassoio di legno, quattro piatti quadrati con relative portate. Il bavarese come si vede e una lasagnetta ripiena di cinghiale e ricotta col timo, l'agnello proveniente dalla Novergia e la terrina di bollito (lingua, zampa, coda e magro). Questi ultimi, il primo con un trito di erbe aromatiche fresche e profumate, il secondo con una salsa verde fragrante e garlic free... Una volta mangiare così in piedi nelle cucine di una villa, era da servi. Oggi mi son sentito un signore.

giovedì 21 maggio 2009

Biodiversità in Italia: 138 specie a rischio

Domani sarà la giornata mondiale dell'estinzione. Ogni giorno, ormai, c'è una giornata mondiale di qualcosa. Lo ha spiegato con la solita arguzia Francesco Merlo con un editoriale su Repubblica del 28 aprile scorso: "E non ci sarebbe altro da aggiungere a questo sciocchezzaio se tra gli organizzatori, tra i creativi, tra i funzionari di questa mondialità non ci fossero soprattutto le prestigiose sigle delle Nazioni Unite e delle sue Agenzie più importanti, come l'Unesco e l'Oms. E con loro anche le famose Organizzazioni non governative, i sindacati...: davvero una miriade di associazioni ad alto contenuto morale derubricabile ormai in citrullo sussiego".

Ma la biodiversità è fondamentale per l'Italia e per la sua cucina. La considerazione è venuta fuori più volte anche in questo periodo di "fornelli polemici", lo ha detto pure un francese (chef Troisgros) al Corriere. Se punta sulla varietà dei suoi prodotti locali, la cucina italiana vince.

Ora alla fine dell’ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia denuncia Legambiente.

Ma nei ristoranti si continuano a trovare tonno, rucola, prezzemolo, tagliata...

mercoledì 20 maggio 2009

Il Cibo Creativo della Ue

Mentre apprendo che in Giappone un semplice hamburger di McDonald’s costa a Roppongi, il quartiere degli stranieri di Tokyo, appena 100 yen (77 centesimi di euro) e rischia il sorpasso sul sushi, sugli yakitori e altri piatti tipici japu, anche la Ue ci mette del suo.

Ecco la lista di alimenti che Bruxelles ammette o sta per ammettere sul mercato, anche ça va sans dire, italiano. Bibite che possono avere aroma e colore di aranciate e limonate e, se non ci fosse stato lo stop della Camera, ora potrebbero anche essere del tutto prive di agrumi veri.

Formaggi nei quali è ammesso l’utilizzo del 5% della caseina e dei caseinati industriali in sostituzione parziale del latte per ottenere formaggi a pasta filata venduti come mozzarella. Cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, cosicché in Italia si riconosce il nome di "cioccolato puro" a quello che contiene esclusivamente il burro di cacao e di "cioccolato" a tutti gli altri.

Per non parlare del vino: senza uva, rosè come mix di bianco e rosso, zuccherato, dealcolato e coi trucioli...

lunedì 18 maggio 2009

E' Morto a Firenze Bettino Ricasoli

FIRENZE - È morto ieri a Firenze, Bettino Ricasoli Firidolfi, il 31esimo barone di Brolio, trisnipote dell'omonimo antenato Bettino Ricasoli, presidente del Consiglio dell’Italia unità dopo Cavour, fondatore de La Nazione, colto e appassionato botanico che inventò la ricetta del Chianti Classico (sua l'aggiunta di uve bianche e della pratica del 'governo') come l'abbiamo sempre conosciuta e amata.

I 20 Anni del Falconiere

CORTONA - Il Falconiere (0575612679) compie vent'anni e festeggia con l'apertura, da una settimana circa, di una Spa. Anzi di una Spv, non salus per acquam come dicevano i latini (o i galli pensando all'omonima città belga) ma salus per vinum: trattamenti di vasche a base di microssigenazione di vino.

Il relais di Cortona è nato quando i proprietari Riccardo e Silvia Baracchi decisero di ristrutturare un'antica pieve in una collina mezzana all'ombra delle chiese di Cortona e aperta sulla Val di Chiana. E come il falconiere è uomo d'amore per la natura, incline alla sfida di dialogare con un rapace solitario e schivo come il falco, così questo posto è in armonia col verde che lo circonda e ha saputo elevare la cultura locale dell'ospitalità e della tavola.

Nel blog ne avevo accennato per il "bolage", il "parto in acqua" dello spumante di Sangiovese di Baracchi per non stapparlo col sabrage. Lui nel frattempo mi ha mostrato la sua bollicineria dove continua le vinificazioni metodo classico. Ma ora i Baracchi festeggiano i 20 anni del Falconiere anche con una trattoria veramente old style, non per marketing, a poca distanza e della quale vi scriverò presto...

venerdì 15 maggio 2009

I Francesi A Montefalco


MONTEFALCO - Questa sera a Montefalco si terrà un'importante degustazione. Ma non di Sagrantino, come sarebbe facile immaginare. Di francesi. Una questione di Spirito di vino, dal nome del locale che ospita l'evento.


Si tratta di Palazzo Mustafà, intitolato al Verdi della musica sacra, che ospita uno dei punti di ritrovo della gens du vin del comprensorio montefalchese (intendendo anche, non me ne vogliano i bevanati, folignati ecc...) anche gli altri comuni della denominazione.


Quindi Champagne Fuste Rosè Clos des Goisses Philipponnat 2000, Contraste Jaques Selosse, Ermitage ex voto Guigal 2005, Barbaresco Asili siserva magnum 1996 Giacosa, Chateau La Mission Haut-Brion 2001, Ribera del Duero "Unico" 1987 Vega Sicilia, Sherry Pedro Ximenez Murillo Lustau 1896.


Condurrà Lauciani dell'Ais (quello del Tg5) e verrà estratta a fine cena anche una bottiglia di Silex, il mitico sauvignon del compianto Didier Dagueneau...

giovedì 14 maggio 2009

Aoristò a Pistoia

PISTOIA - Dalla foto di ieri qualcuno forse ha riconosciuto il fresco centrotavola floreale di Aoristò a Pistoia (057326506). E' il ristorante "sopra il Globo", il cinema nel centro della città non nota certo fino a qualche tempo fa per la sua cucina. Poi un gruppetto di gastronomi giramondo...
In cucina Massimo Neri, anche lui reduce da innumerevoli viaggi soprattutto verso Oriente, ex del Gallery dei Ferragamo a Firenze, cresciuto alla corte di Pierangelo Barontini del Castagno dal quale viene un altro talento della cucina di oggi come Enrico Bartolini.
Uno stile quindi molto aperto ma definito da un'ispirazione orientaleggiante (tra Cina, Thailandia e in parte Giappone) e da una scelta di materie prime semplici come nella mia ultima: acciughe fritte (nella foto), fagottini di aringhe con la burrata (nell'altra foto), un ottimo come il farro (che solitamente non mangio nemmeno) con canocchie sgusciate e animelle croccanti e un piccione all'Arnolfo per eleganza. Buonissimo anche il crumble di zabaione freddo.
Ci si diverte a stare alla tavola del notaio e questi ultimi piatti con aringa, acciuga, farro e altre materie prime povere, quasi alla Oldani, di pesce da vini rossi, danno ancora più personalità al locale e respiro al conto, sui 50 euro (da 12 euro a portata). Consumazione obbligatoria

mercoledì 13 maggio 2009

Si comincia... Con i vini

PISTOIA - Nei giorni scorsi si e' riunita la commissione tosco umbra della guida Vinibuoni del Touring club Italiano.

Entra nel vivo la selezione dei migliori autoctoni delle due regioni con migliaia di assaggi da Stroncone di Terni ai vermentini del Magra. Avete segnalazioni?

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